Videosorveglianza

Oggi il concetto di sicurezza è strettamente legato a quello di videosorveglianza; la possibilità di rilevare e immagazzinare nei sistemi di archiviazione gli accadimenti di un determinato momento o periodo, attraverso impianti di videosorveglianza, realizza una duplice funzione: una preventiva che funge da monito e da deterrente ed una di documentazione di fatti ed atti umani e non, che potrebbero essere utilizzati in un secondo momento, ad esempio nelle attività di polizia giudiziaria.

La videosorveglianza rappresenta perciò una funzione della sicurezza.

Gli impianti possono essere realizzati in ogni tipo di ambiente, chiuso o aperto che sia. La tecnologia offre svariate soluzioni per poter implementare impianti di videosorveglianza che si confacciano ad ogni tipo di richiesta. Sono presenti sul mercato soluzioni ad elevate prestazioni che possono essere sia immediatamente percepite da terzi, esaltando la componente di deterrenza, oppure apparecchiature ad elevato grado di occultabilità, che sortiscono maggiori risultati nella raccolta di prove documentali.

Gli impianti di videosorveglianza saranno composti da una serie di telecamere posizionate strategicamente, e da un videoregistratore, oggi in grado di immagazzinare le immagini ma anche di trasmetterle su client remoti posizionati anche a grande distanza dagli impianti.

Parallelamente allo sviluppo dei sistemi di videosorveglianza è stata modificata la normativa che la regolamenta. Trattandosi di uno strumento capace di elevata “invasività” è stato necessario normarne l’implementazione e lo sviluppo, al fine di tutelare i diritti fondamentali, in particolare il diritto alla privacy.

I principali provvedimenti legislativi italiani che regolamentano le installazioni e l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza, discendono dalla Direttiva Comunitaria 95/46/CE. L’ultimo aggiornamento risale al 2010 (provvedimento del Garante della Protezione dei Dati personali del 8 aprile 2010) e regola le garanzie da fornire ai soggetti terzi, in particolare coloro che transitano in aree in cui sono attivi impianti di videosorveglianza, mediante l’apposizione di adeguati cartelli informativi, nonché i limiti ai tempi di conservazione dei dati raccolti, che possono superare le 24 ore esclusivamente nelle fattispecie tipizzate, in particolare per le indagini della polizia giudiziaria, per la sicurezza degli istituti di credito, e similari.